Il Wimbledon lo ha rifatto

Il calcio inglese è una fonte inesauribile di storie memorabili. Esiste per esempio una squadra, capace nel 1988 di vincere la coppa nazionale, che ha rischiato di scomparire ed è stata salvata dai propri tifosi. Si tratta del Wimbledon Football Club, che dopo aver condiviso per anni lo stadio con il Crystal Palace, nel 2002 ha dovuto cedere all’out-out della federazione: dotarsi di un impianto con tutti posti a sedere, in ossequio ai regolamenti anti-violenza, o trasferirsi altrove. La più vicina destinazione disponibile era Milton Keynes, a oltre 100 Km da Londra, troppo lontano per mantenere la denominazione e l’identità del Club, che così è diventato Milton Keynes Dons. I tifosi non si sono arrensi e già a luglio 2002 si sono messi al lavoro per rifondare il Club con la nuova denominazione A.F.C. Wimbledon, dove A.F.C. sta per “A Football Club”. La storia è dovuta però ripartire dai campionati di “non-League”, ed esattamente dal nono livello della gerarchia del calcio inglese.
Da allora sei promozioni in 14 anni, l’ultima il 30 maggio 2016, a Wembley, davanti a 58 mila spettatori per la finale dei playoff di League Two vinta 2-0 contro il Plymouth Argyle, dopo il settimo posto ottenuto nella stagione regolare.
L’ultima promozione regala al Wimbledon anche la soddisfazione di raggiungere lo stesso campionato dell’M.K. Dons, sognando di continuare l’ascesa.

La storia del A.F.C. Wimbledon è raccontata nel libro Noi siamo il Wimbledon di Stefano Faccendini.

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