Voglia di crederci

Ammetto di non avercela fatta. Ho lasciato che la stagione terminasse senza fare commenti, anche se non ho smesso di seguire la squadra e mi sono compiaciuto di una salvezza conseguita senza patemi. Non altrettanto posso dire dei playoff, raggiunti senza merito e giocati senza crederci.
Ora siamo di nuovo qui: a cercare di renderci consapevoli che la terza serie è ormai la nostra dimensione, ma sperando sempre di recuperare credibilità, forza e i valori della nostra tradizione. L’impresa appare ardua, perché restiamo prigionieri di dirigenti che non hanno più margine di errore se vogliono recuperare la propria credibilità e che non perdono occasione minarla ulteriormente, per esempio vantandosi dei propri successi finanziari fuori dal campo e lamentarsi della spaccatura con la città e i tifosi, almeno quelli organizzati, ma allo stesso tempo muovendosi in modo da rendere tale spaccatura ancora più profonda.

Sul podio delle peggiori mosse estive l’idea di fare slittare l’esordio interno in coppa per ospitare un’amichevole di un’altra squadra e presentarsi con una nuova maglia rossoceleste e non più rossazzurra.
Ma l’iscrizione al campionato è stata fatta senza problemi, il piano di rilancio è stato annunciato, la squadra è stata rinnovata e, sebbene non si parta in pole position, si spera di poter inserirsi nel novero delle formazioni che lotteranno per la Serie B.

Intanto fra i tifosi è sempre guerra intestina. Come quando due si separano e i parenti cominciano a sostenere una delle parti in causa attribuendo la colpa del fallimento all’altra. Così da una parte c’è la fazione che vorrebbe liberarsi dell’attuale proprietà anche a costo di perdere matricola e denominazione, dall’altra c’è chi si tiene stretto il patron perché dopo di lui sarà il diluvio, come lo è stato prima (ma anche no). E poi Antonino Pulvirenti ha sbagliato come sbagliamo tutto e a fin di bene, anche se non ha mai chiesto scusa e non pare muioa dalla voglia di farlo, se è vero come è vero che la pseudo-conferenza stampa che dovrebbe sancire il suo ritorno in pubblico di è annunciata come imminente ormai dallo scorso maggio.

Poco importa comunque: l’infatuazione perenne per la squadra non può estinguersi del tutto. Può andare in letargo, o in dormiveglia, ma si risveglia sempre.
E allora meglio pensare alle notizie positive, per esempio al murale che restituirà decoro alle mura del Massimino e che sta venendo su proprio bene.murale

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