Un blitz, finalmente!

Messina-Catania 1-2
Per qualche strana bizza del dio del calcio per il Catania è davvero diffiile andare a perdere a Messina. Ricordo moltissimi successi e risultati utili sul campo peloritano (indipendentemente dai valori tecnici delle due contendenti) e solo poche, anche se dolorosissime, sconfitte (tipo lo 0-3 nell’anno della loro ultima promozione in A e la drammatica finale dei playoff di C del 2001). Anche ieri la tradizione si è confermata e nonostante un inizio da incubo (espulsione di Gil al 7′) è arrivata una partita divertente e ben giocata, anche se, occorre ammetterlo, un briciolo fortunata. Ma la fortuna bisogna andrsela a cercare e gli interventi del portiere o gli errori degli attaccanti non rientrano nella categoria dei regali della dea bendata, bensì in quella delle capacità tecniche dei singoli. Così dopo aver sprecato con gli ex, i giallorossi di casa cadono a loro volta trafitti da giocatori che fino a poco tempo fa vestivano la loro stessa maglia. Pozzebon addirittura aveva siglato il gol della bandiera peloritana nella gara d’andata e stavolta permette ai suoi nuovi compagni di agguantare il pari, dopo il rigore che aveva portato avanti il Messina e lo ristabilirsi della parità numerica a seguito della doppia ammonizione dell’altro “giallorossoazzurro” Silva. Il finale è tutto di marca etnea con Pozzebon che ha il tempo di procuratosi e sbagliare il rigore del sorpasso, poco prima che Barisic rimedi con una gran staffilata che vale il secondo successo esterno stagionale e il sesto posto in classifica.

Ora, non è il caso di esaltarsi come invece moli tifosi “social” stanno facendo, perché comunque una rondine non fa primavera. E’ bene però sottolineare come non sia mancato l’ingrediente fondamentale da sempre chiesto dai tifosi, cioè il carattere. Doveroso anche incensare l’allenatore Petrone per i cambi azzeccati.
Però occorre non distrasrsi al cospetto dell’ultima della classe, il Melfi prossimo ospite del “Massimino”, prima della prova del fuoco delle due battistrada Lecce e Foggia, che diranno motlo sulle possibilità che ha il Catania si uscire dall’anonimato già in questo campionato.

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