Una (brutta) storia di azionariato popolare

Io credo nell’azionariato popolare come strumento che possa arginare lo strapotere degli imprenditori del calcio. Non credo naturalmente che si possa assegnare la proprietà di una società ad un gruppo di tifosi, cosa tecnicamente impossibile anche se è questa l’immagine che molti hanno del supporter trust. Una rappresentanza popolare di soci e ammessa nel consiglio di amministrazione sarebbe invece utile per aumentare il senso di appartenenza al Club, oltre a svolgere un ruolo di controllo.

In realtà non so molto di come dovrebbe funzionare in pratica (qui qualche dettaglio giuridico), so che ci sono pochi esempi italiani, fra cui spicca quello del Sud Tirol, ma anche a Taranto ci stanno provando.
L’idea mi piace, ma devo segnalare che da Ancona arriva un esempio di come le cose possano andare male proprio come se ci si affidasse all’avventuriero di turno.
Lo racconta la Gazzetta dello Sport in questo articolo: Ancona, il club scompare definitivamente dopo 112 anni.

Un punto a favore di chi sostiene che a Catania un modello di gestione che coinvolga il popolo è impossibile da applicare anche per via della nostra mentalità.

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